Sito web per coworking e spazi di lavoro: quanto costa davvero
Hai uno spazio che affitti: un coworking, una sala riunioni, uno studio di posa, una cabina che dai a giornata. La domanda arriva di solito dopo che un cliente ti ha chiesto "ma un sito ce l'avete?" e hai dovuto dire di no. Poi chiedi due preventivi e ti tornano due numeri che non stanno nello stesso ordine di grandezza: duecento euro da una parte, quattromilacinquecento dall'altra.
Non ti raccapezzi perché quasi tutto quello che si legge sull'argomento è scritto da chi i siti li vende: il prezzo pubblicato è un listino, non una rilevazione di mercato. Qui trovi le stesse cifre con la fonte accanto, più le voci che restano sempre fuori, cioè i canoni annuali, il rinnovo del dominio e le ore che ci metti tu. In fondo c'è anche il sito che facciamo noi, con dentro cosa non è incluso: i primi sette capitoli valgono comunque anche se lo farai fare altrove.
A cosa serve un sito se il tuo spazio è già su un portale
Partiamo dall'obiezione vera, quella che uno pensa e non dice: se la mia scheda è già online, il sito non è un doppione? No, perché i due canali portano gente diversa. Il portale porta domanda nuova, chi non ti conosce e cerca una sala per giovedì. Il sito serve a chi ti conosce già: chi ha il tuo biglietto da visita, chi ha visto l'insegna e la sera cerca il tuo nome, chi apre il link nella firma della tua email.
L'unico numero con una fonte identificabile su questo comportamento dice meno di quanto sembra. Secondo il Changing Traveller Report 2026 di SiteMinder, indagine su 12.000 viaggiatori in 14 paesi, il 18% di chi inizia la ricerca su un portale prenota poi direttamente con la struttura: in quel "direttamente" ci sono anche il telefono e chi si presenta di persona, non solo il sito. È un dato del settore ricettivo, sugli spazi di lavoro un equivalente non esiste, quindi prendilo come indizio che quel comportamento c'è e non come la tua percentuale.
E va detta subito la parte che a te interessa davvero: con noi quel 18% non salta la commissione. Il sito ti dà un canale tuo, non uno sconto, perché la prenotazione che nasce lì passa comunque dal checkout Woolkye e paga la commissione del 10% di sempre. I numeri che abbiamo davvero, cioè i prezzi medi degli spazi in Italia, servono più avanti.
Quanto costa un sito, le tre strade e i prezzi veri
Le strade sono tre e i prezzi non si sovrappongono quasi mai. Una premessa prima di leggerli: quasi tutte le cifre di realizzazione qui sotto vengono da chi vende siti, sono listini pubblicati e non prezzi osservati da terzi. Usali come estremi di una forchetta, mai come una media.
Le fonti, riga per riga. L'agenzia è il listino di Artwork Studios, 2026. Il freelance e i costi ricorrenti sono Indicaweb, aggiornato al 18 febbraio 2026: dominio 10-20 euro l'anno, hosting 50-200, manutenzione e sicurezza 200-600, totale 260-820. Il fai da te sono i piani Wix rilevati da Finom nel 2026, 14 euro al mese col Light, 25 col Core, 34 col Business, fatturazione annuale e tasse escluse. Un freelance costa in media il 20-40% meno di un'agenzia, col rischio in più che sia una persona sola.
La distanza fra 200 e 4.500 euro va spiegata: in mezzo ci sono il design su misura invece del template rivestito, i testi scritti da qualcuno invece che mandati da te, e qualcuno che risponde quando il sito si rompe. La stessa agenzia che pubblica il listino da 3.500 euro scrive che sotto quella cifra si lavora con template generici: se il template ti va bene, la fascia alta non ti serve. E col fai da te non compri un sito, affitti una piattaforma: smetti di pagare e il sito non c'è più.
| Strada | Costo iniziale | Ricorrente ogni anno | Tempi dichiarati |
|---|---|---|---|
| Agenzia su misura | 1.500 € landing, 3.500 € vetrina, 4.500 € evoluto | 260-820 € | settimane |
| Freelance su template | 200-500 € fascia bassa, 800-2.000 € più pagine | 260-820 € | 7-15 giorni |
| Fai da te con un editor | nessuno | 168-408 € con Wix | giorni |
La voce che nessun preventivo scrive: le tue ore
Prendi un preventivo qualsiasi e leggi la riga in cui si dice che il cliente fornirà testi, immagini e materiali. Vuol dire che devi fotografare ogni spazio, scrivere le descrizioni, mettere insieme il listino e ricontrollare due o tre bozze. Sono ore tue, quasi sempre serali, e non compaiono da nessuna parte perché nessuno te le fattura. È anche il motivo, molto più del prezzo, per cui la maggior parte dei siti preventivati non nasce mai: il progetto non muore alla firma, muore alla richiesta dei materiali.
La seconda distorsione è l'orizzonte: un preventivo è un numero al giorno zero, un sito è un impegno che dura finché lo tieni acceso. I 260-820 euro l'anno della tabella qui sopra, su tre anni, superano spesso il preventivo iniziale.
Dentro i ricorrenti c'è poi una trappola da conoscere prima: il prezzo del primo anno dell'hosting non è quello che pagherai. Su Aruba il Linux Basic passava da 9,90 euro il primo anno a 32,99 al rinnovo e il WordPress Smart da 14,90 a 79,90 (rilevazione SupportHost, settembre 2024: prima di usarla, ricontrolla il listino di oggi). Qui sotto metti tutto in fila su trentasei mesi, ore comprese: sono l'unico campo che nessuno può compilare al posto tuo, e di solito ribaltano il confronto.
Calcolatore
Il costo vero del tuo sito su tre anni
2.577 € usciti dal conto più 375 € del tuo tempo. Realizzazione una volta, poi hosting, manutenzione e dominio ogni anno.
522 € usciti dal conto più 1.000 € del tuo tempo. Canone mensile per trentasei mesi, dominio gratis solo il primo anno.
198 € usciti dal conto più 50 € del tuo tempo. Primo anno gratis, dominio incluso, contenuti presi dalla scheda che hai gia.
Fra la strada più cara e quella più economica ballano 2.704 € in tre anni. Quello che sposta di più, spesso, non è il canone: sono le ore che ci metti tu, ed è anche la ragione per cui la maggior parte dei siti preventivati non nasce mai.
Le tre righe non comprano la stessa cosa, e va tenuto presente prima di guardare chi vince: con un'agenzia compri un sito su misura che è solo tuo, con un editor compri l'affitto di una piattaforma, con Woolkye compri una pagina sola agganciata alla tua scheda, dove la prenotazione passa dal checkout Woolkye e paga la commissione del 10% come sempre.
Tutte le cifre sono IVA esclusa. Realizzazione, hosting e canone dell'editor vengono dai listini di chi vende siti (Indicaweb 18 febbraio 2026, Artwork Studios 2026, prezzi Wix rilevati da Finom 2026): sono listini pubblicati, non prezzi di mercato osservati, e la forchetta reale resta larghissima. I 350 euro di hosting e manutenzione sono un valore prudenziale nella meta' bassa dell'intervallo 260-820 euro l'anno indicato da Indicaweb, gia' al netto del dominio, che ha un campo suo e non va contato due volte. Il dominio e' il rinnovo di un .it su OVHcloud, 8,99 euro piu' IVA, listino verificato ad agosto 2026. Le ore sono un'ipotesi, non un dato: sostituiscile con le tue, e' la voce che conosci meglio tu. Il canone Woolkye e' 99 euro l'anno dal secondo anno con dominio incluso, quindi su tre anni sono due annualita'.
Cosa deve avere il sito di uno spazio, e cosa è inutile
Chi cerca consigli su come dev'essere un sito trova articoli scritti per hotel, ristoranti e negozi, e si arrangia a tradurre. Ma un coworking, una sala riunioni e uno studio di posa hanno un problema che gli altri non hanno: il visitatore deve capire in trenta secondi se lo spazio è libero quando serve a lui, e quanto costa.
La parte che fa risparmiare di più è però quello che non serve: un blog che nessuno aggiornerà dopo il terzo mese, un menu con dieci voci quando la pagina utile è una, un e-commerce, le animazioni, un chi siamo lungo tre schermate. Ogni voce di questo elenco allunga il preventivo e non sposta di un euro le prenotazioni.
Da verticale a verticale cambia qualcosa. Un coworking vive di gente che torna, quindi servono subito i prezzi giornalieri e mensili. Le sale riunioni si scelgono per capienza e dotazioni, le sale eventi su capienza, ingresso e orari consentiti. Le sale pose vogliono la stanza vuota, non allestita, e le cabine beauty si affittano a chi torna ogni settimana: conta la formula, non lo scatto d'effetto.
Al netto delle differenze, quello che serve davvero sta in cinque righe:
- Le foto degli spazi, uno per uno, ciascuna con capienza e metratura accanto. Non un carosello indistinto della struttura.
- I prezzi in chiaro, all'ora e alla giornata. Un prezzo nascosto fa perdere più richieste di un prezzo alto.
- La disponibilità e un modo per prenotare senza telefonare. Chi cerca alle undici di sera non ti chiama domani mattina.
- Indirizzo e mappa, con il piano, il tipo di accesso e dove si parcheggia.
- Tutto leggibile da telefono, in una pagina sola.
Il dominio: quanto costa, di chi è, cosa succede se smetti
Il dominio è la voce più piccola del conto e quella che genera più ansia, perché è l'unica che puoi perdere davvero. I prezzi, verificati sul listino OVHcloud ad agosto 2026: un .it costa 2,99 euro più IVA il primo anno e 8,99 più IVA al rinnovo, cioè 10,97 tutto compreso; un .com 7,99 il primo anno e 13,49 più IVA al rinnovo, cioè 16,46 tutto compreso. Conta sempre il secondo numero, perché il primo anno civetta è la norma, e da altri registrar i rinnovi possono essere sensibilmente più alti. Se la riga del rinnovo non è pubblicata, considera quel silenzio un'informazione.
Poi ci sono le tre domande a cui quasi nessuno risponde per iscritto. Chi risulta intestatario? Se lo registri tu, sei tu; se lo registra chi ti fa il sito, spesso l'intestazione tecnica presso il registrar resta sul suo account, anche quando il contratto dice che il dominio è tuo. Non è per forza un raggiro, ma è una domanda da fare prima e da farsi mettere per iscritto.
Me lo posso portare via? Sì, il meccanismo è standard: si chiede il codice di autorizzazione, l'auth code, e con quello il dominio si trasferisce altrove. Chi lo gestisce è tenuto a fornirtelo su richiesta, ed è la domanda più importante di tutte: finché puoi ottenerlo non sei bloccato da nessuno. E se smetto di pagare? Il dominio scade, torna libero e il sito si spegne: chi ti vende un sito con dominio incluso ti sta dicendo, che lo scriva o no, che quando finisce l'abbonamento finisce anche l'indirizzo.
Pubblicare non vuol dire farsi trovare: i tempi veri
Questa è la parte che chi vende siti da 3.500 euro racconta malvolentieri, e noi possiamo dirla perché non abbiamo un sito da 3.500 euro da vendere: essere online e comparire su Google sono due cose diverse. Prima c'è l'indicizzazione, cioè Google che si accorge che le tue pagine esistono: per una pagina nuova John Mueller di Google parla di tempi che vanno da poche ore a diverse settimane, e per un sito intero sotto le cinquecento pagine la stima citata da SeoZoom è di 3-4 settimane.
Ma essere nell'indice vuol dire esistere, non essere trovati, e qui i numeri diventano scomodi. Per risultati organici significativi la forchetta seria è 4-12 mesi, e SeoZoom cita uno studio Ahrefs aggiornato a maggio 2025 secondo cui solo l'1,74% delle pagine nuove entra in prima pagina entro un anno. La pagina media in prima posizione oggi ha cinque anni di vita.
Quindi il ritorno immediato di un sito non è il traffico da ricerca. È avere un posto tuo dove far atterrare il traffico che ti sei già procurato altrove: il portale su cui sei, Instagram, la scheda Google Business, il passaparola, la firma dell'email, il QR all'ingresso. Con due conseguenze pratiche. La prima cosa da sistemare non è il sito, è la scheda Google Business, che è gratis ed è quello che la gente vede per primo cercando il tuo nome. E nessuno può garantirti posizionamento, visite o prenotazioni: chi lo mette per iscritto ti sta promettendo una cosa che non controlla.
Quanto pesa il sito sui costi fissi del tuo spazio
Un sito è un costo fisso, e i costi fissi non si giudicano in assoluto ma in mezzo agli altri. Il modo più rapido per capire se una cifra è sostenibile è smettere di guardarla in euro e tradurla nell'unità che vendi tutti i giorni: ore o giornate del tuo spazio.
Con la media nazionale di una sala riunioni, 38 euro l'ora, un canone da 99 euro l'anno vale meno di tre ore vendute in dodici mesi; con la media di una giornata in coworking, 42 euro, sono poco più di due giornate. Sui 260-820 euro l'anno di gestione di un sito fatto fare, la stessa sala riunioni ci mette dalle sette alle ventidue ore. Le medie mostrano il meccanismo: la tariffa che conta è la tua.
Se il conto che ti interessa è quello grosso, cioè quanto devi vendere per coprire tutti i costi fissi e non solo il sito, è già fatto altrove: il conto completo dei costi fissi, ora per ora. E se vuoi partire dall'altro capo, cioè quanto può rendere il tuo spazio, comincia da lì.
Calcolatore
Quante ore del tuo spazio pagano il sito
Il sito ti costa 0,5 giornate di sala riunioni all'anno, cioè meno di una giornata al mese.
Sono 1,5 giornate del tuo spazio che restano da vendere invece di finire nella gestione del sito. La stessa cifra, vista dal lato che per te conta davvero: il calendario.
Le tariffe precompilate sono medie nazionali dell'osservatorio prezzi Woolkye 2026: servono a partire da un numero plausibile, quella che conta e' la tua e la puoi scrivere sopra. I 99 euro l'anno sono il canone del sito Woolkye dal secondo anno, primo anno gratis e dominio incluso (pagina /crea-il-tuo-sito). Il confronto a 400 euro l'anno e' un valore prudenziale nella meta' bassa dell'intervallo 260-820 euro/anno indicato per la gestione di un sito fatto fare (Indicaweb, febbraio 2026): e' un intervallo di listino, non una media di mercato osservata. Ultima avvertenza: il conto e' a tariffa piena. Se segui il metodo del pareggio, cioe' dividi per quello che ti resta di ogni ora venduta dopo pulizie, consumi e commissioni, le unita' salgono di circa un decimo.
Come funziona su Woolkye: cosa è incluso e cosa no
È l'unica sezione in cui parliamo del nostro servizio, e la scriviamo con dentro anche quello che non c'è. Come funziona: se la tua struttura è già pubblicata su Woolkye, foto, descrizioni, spazi e prezzi ci sono già, e il sito nasce da quei dati. Niente da caricare a mano, cioè manca proprio la voce più cara del capitolo sulle ore. Tre template inclusi, testi e colore modificabili cliccando sul sito.
Quanto costa. Primo anno gratis, poi 99 euro l'anno, dominio .it o .com incluso e registrato da noi, SSL compreso. La carta si lascia all'attivazione anche se oggi l'importo è zero, e serve per il rinnovo automatico dopo dodici mesi; la disdetta si fa dall'area Account o scrivendoci, in qualsiasi momento, e il sito resta online fino alla scadenza. Alla scadenza però si spegne anche il dominio, e un dominio già registrato non è rimborsabile.
In quanto tempo, e di chi è il dominio. Di solito poche ore, ma sui .it può volerci di più perché la pubblicazione dipende dall'ente che li registra, non da noi. Il dominio è tuo per contratto e puoi chiederne il trasferimento in qualsiasi momento scrivendo a info@woolkye.com: il codice di autorizzazione ti arriva entro cinque giorni lavorativi. Detto con precisione: finché resta con noi, presso il registrar l'intestazione tecnica è sull'account Woolkye.
Due cose senza girarci intorno. Il visitatore sceglie spazio, data e ora sul tuo sito, ma conferma e pagamento avvengono sul checkout di Woolkye, con la commissione del 10% di sempre: il sito ti dà un canale tuo, non un percorso senza commissione. E si attiva solo da una struttura già pubblicata, un sito per struttura.
Cosa non è incluso, in chiaro:
- Caselle email sul dominio, tipo info@tuospazio.it.
- Il modulo di contatto, e nemmeno il numero di telefono in pagina: il sito è costruito per portare alla prenotazione, e il contatto diretto non compare di proposito.
- Pagine aggiuntive: è una pagina sola con sezioni.
- Blog, e-commerce, lingue diverse dall'italiano.
- Statistiche di visita per te.
- Personalizzazioni grafiche fuori dai tre template.
- La rimozione della firma "Sito realizzato con Woolkye" in fondo alla pagina.
- Il posizionamento del sito come pagina a sé: le pagine indicano a Google la tua scheda su woolkye.com come indirizzo di riferimento, quindi il sito serve a chi ci arriva, non a competere nei risultati di ricerca.
- Qualsiasi garanzia di posizionamento, di visite o di prenotazioni.
Da dove cominciare, in ordine
Se hai la sensazione che ci siano troppe cose da decidere, questo è l'ordine giusto, e vale anche se il sito lo farai fra un anno con qualcun altro.
Uno. Apri e completa la scheda Google Business: è gratis ed è la prima cosa che la gente vede cercando il tuo nome. Due. Metti insieme foto decenti di ogni spazio, con capienza e metratura annotate: servono comunque, che il sito lo faccia un'agenzia, un editor o una piattaforma. Tre. Decidi i prezzi e scrivili, perché senza listino non hai niente da mettere in nessuna pagina. Quattro. Prendi un indirizzo tuo, anche prima del sito: costa poche decine di euro l'anno ed evita di scoprire fra due anni che il nome lo ha preso qualcun altro.
Cinque. Solo adesso scegli la strada, e scegliela con il conto su tre anni invece che con il numero grosso in fondo al preventivo. Se il tuo spazio non è ancora prenotabile online da nessuna parte, il passo prima di tutti è pubblicare la tua struttura: senza una scheda con foto, spazi e prezzi non c'è niente da cui far nascere un sito, né con noi né con nessun altro.
Il tuo spazio è già su Woolkye? Il sito è già quasi fatto
Foto, descrizioni, spazi e prezzi sono già nella tua scheda: il sito nasce da lì. Primo anno gratis, poi 99 euro l'anno, dominio .it o .com incluso.
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Domande frequenti
Ho già la scheda su un portale, il sito non è un doppione?
No, fanno due lavori diversi. Il portale ti porta domanda nuova, cioè gente che non ti conosce e cerca uno spazio in zona; il sito serve a chi ti cerca per nome, a chi ha in mano il tuo biglietto da visita e a chi apre il link nella firma della tua email. L'unico dato con una fonte identificabile su questo comportamento è il 18% di chi inizia la ricerca su un portale e prenota poi direttamente con la struttura (SiteMinder, Changing Traveller Report 2026), ed è un dato del ricettivo in cui "direttamente" comprende anche il telefono. Da tenere presente: il sito ti dà un indirizzo tuo, non uno sconto sulla commissione, che resta il 10% di sempre.
Quanto costa davvero un sito per uno spazio da affittare?
Dipende dalla strada, e le forchette non si sovrappongono. Agenzia con progetto su misura: da 1.500 euro per una landing, da 3.500 per un sito vetrina, da 4.500 per un sito evoluto (listino Artwork Studios 2026). Freelance o studio piccolo su template: 200-500 euro per un vetrina di fascia bassa con consegna dichiarata in 7-15 giorni, 800-2.000 per qualcosa di più strutturato (Indicaweb, febbraio 2026). Fai da te con un editor: 168-408 euro l'anno con i piani Wix, fatturazione annuale e tasse escluse. Tranne che nel fai da te, si aggiungono 260-820 euro l'anno fra dominio, hosting e manutenzione. Sono listini pubblicati da chi vende siti, non prezzi di mercato osservati.
Quanto costa un dominio all'anno, e me lo posso portare via?
Sul listino OVHcloud verificato ad agosto 2026, un .it costa 2,99 euro più IVA il primo anno e 8,99 più IVA al rinnovo, cioè 10,97 tutto compreso; un .com 7,99 il primo anno e 13,49 più IVA al rinnovo, cioè 16,46 tutto compreso. Guarda sempre il prezzo di rinnovo e non quello promozionale del primo anno, e tieni conto che da altri registrar i rinnovi possono essere più alti. Il dominio si trasferisce a un altro registrar chiedendo il codice di autorizzazione, che chi lo gestisce è tenuto a fornire su richiesta: finché puoi ottenerlo, non sei bloccato da nessuno.
In quanto tempo un sito nuovo comincia a portare visite da Google?
Molto più tardi di quanto si immagina, e vanno distinte due fasi. L'indicizzazione, cioè il momento in cui Google si accorge che le pagine esistono, va da poche ore a diverse settimane per una singola pagina; per un sito intero sotto le cinquecento pagine la stima citata da SeoZoom è di 3-4 settimane. Essere nell'indice però non vuol dire essere trovati: per risultati organici significativi la forchetta è 4-12 mesi, e secondo uno studio Ahrefs aggiornato a maggio 2025 solo l'1,74% delle pagine nuove entra in prima pagina entro un anno. Nel frattempo il sito serve a convertire il traffico che ti procuri altrove, e nessuno può garantirti posizionamento o prenotazioni.
Devo dare la carta anche se il primo anno è gratis?
Sì. All'attivazione ti chiediamo la carta anche se l'importo di oggi è zero: serve per il rinnovo automatico dopo dodici mesi, quando parte il canone da 99 euro l'anno. Se non vuoi continuare puoi disdire in qualsiasi momento prima del rinnovo, dall'area Account o scrivendoci, e il sito resta online fino alla scadenza.
Se disdico, cosa succede al sito e al dominio?
Il sito resta online fino alla fine del periodo già pagato, poi si spegne. Con lui si spegne anche il dominio, che alla scadenza non viene rinnovato e dopo il periodo di grazia previsto dal registro torna libero: è quello che succede con qualunque fornitore che ti dà il dominio incluso nell'abbonamento. Un dominio già registrato non è rimborsabile, perché la registrazione è un'operazione irrevocabile. Se vuoi tenerti l'indirizzo, chiedi il trasferimento a un altro registrar prima della scadenza scrivendo a info@woolkye.com: il codice di autorizzazione arriva entro cinque giorni lavorativi.
Cosa devo preparare prima di far fare il sito?
Tre cose, e sono le stesse qualunque strada tu scelga. Le foto di ogni spazio, una per una, con capienza e metratura annotate. Il listino, all'ora e alla giornata, deciso e scritto. E l'indirizzo web, cioè il dominio, che conviene prendere anche prima di avere il sito. Chi si ferma è quasi sempre chi non ha preparato queste tre cose: il progetto non muore alla firma del preventivo, muore alla richiesta dei materiali.
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