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Guida alla scelta

Quanto spendi al mese per lavorare fuori casa

Team Woolkye·26 agosto 2026· 13 min
Persone che lavorano a scrivanie condivise in uno spazio di coworking

Il prezzo di una giornata di coworking lo trovi in due secondi. Quella che serve davvero è un'altra cifra: quanto ti costa, a fine mese, non lavorare più da casa. È il numero che decidi di mettere a bilancio o no, ed è quello che quasi nessuno calcola prima di impegnarsi o di rinunciarci.

Qui mettiamo a confronto quattro modi di lavorare fuori: coworking a giornata, postazione singola assegnata, ufficio privato e sala riunioni presa solo quando serve. I numeri sono quelli dell'osservatorio prezzi di Woolkye, calcolati su 1.778 spazi realmente prenotabili in 396 città italiane, dato 2026.

Il risultato non è una formula che vince sempre. Cambia con i giorni che passi fuori, con le riunioni che fai, con la città e soprattutto con quante persone siete. Vediamo dove sta ogni punto di passaggio.

Perché il conto si fa sul mese e non sul giorno

Perché al giorno le differenze sembrano gestibili e sul mese diventano decisioni. 42 € per una giornata di coworking e 98 € per una giornata in ufficio privato sono due cifre che, prese da sole, sembrano appartenere allo stesso mondo. Moltiplicate per i giorni in cui esci davvero di casa smettono di somigliarsi.

Due giorni a settimana fanno otto giorni al mese: 336 € di coworking contro 784 € di ufficio. Cinque giorni ne fanno venti: 840 € contro 1.960 €. La proporzione è identica, la decisione no. Nel primo caso stai scegliendo fra due spese che stanno entrambe dentro un budget normale, nel secondo una delle due è un impegno da valutare col commercialista.

C'è un secondo motivo, meno ovvio. Il mese è l'unica unità che rende visibile l'uso reale. Nessuno lavora fuori casa tutti i giorni feriali per dodici mesi di fila. Ci sono le settimane di trasferta, i giorni in cui il cliente ti vuole da lui, agosto, la settimana con la febbre. Sul giorno singolo questi buchi non si vedono, sul mese sì, e sono esattamente i giorni che con un impegno fisso pagheresti senza usarli.

Il terzo motivo è pratico: il mese è l'unità con cui ragiona il tuo conto corrente. Le entrate arrivano a mese, l'affitto di casa esce a mese, le tasse si accantonano a mese. Un costo che non sai esprimere in euro al mese è un costo che non hai ancora capito.

Le quattro formule, e cosa compri davvero con ognuna

Le medie nazionali del 2026 dicono così: coworking 12 € l'ora e 42 € la giornata intera, postazione singola 14 € e 45 €, ufficio privato 27 € e 98 €, sala riunioni 38 € e 199 €. Sono quattro prodotti diversi, non quattro livelli dello stesso prodotto, e conviene tenerli distinti prima di confrontare i prezzi.

Un dettaglio che cambia parecchi conti: la giornata costa molto meno di quello che sembra rispetto alle ore. Il coworking a 12 € l'ora pareggia i 42 € della giornata dopo tre ore e mezza, quindi alla quarta ora hai già speso più di una giornata intera. La postazione singola pareggia poco oltre le tre ore, l'ufficio privato verso la quarta. La sala riunioni è l'unica dove il conto a ore regge a lungo: servono più di cinque ore per superare i 199 € della giornata.

La regola pratica che ne esce è semplice. Se esci di casa per lavorare, esci per la giornata. Le mezze giornate hanno senso solo se sono davvero mezze, tre ore scarse, altrimenti stai pagando la giornata a rate senza accorgertene.

  • Coworking, 42 € al giorno. Compri una scrivania in sala condivisa, connessione, caffè e il diritto di restare fino a sera. Non compri il silenzio, e non compri un posto che resta tuo quando esci.
  • Postazione singola, 45 € al giorno. Tre euro in più al giorno, sessanta al mese su venti giorni. Compri il fatto che quel posto è tuo: monitor, sedia già regolata, roba che lasci lì. Ha senso se la ripetizione ti fa guadagnare tempo ogni mattina.
  • Ufficio privato, 98 € al giorno. Compri una porta che si chiude. Telefonate senza cercare la cabina, documenti sul tavolo, un cliente che entra senza attraversare la sala comune. Costa 2,3 volte un coworking, e questo rapporto tornerà utile più avanti.
  • Sala riunioni, 38 € l'ora e 199 € la giornata. Non è un posto dove lavori, è un posto dove incontri qualcuno. Si paga a ore perché a ore si usa, e va messa a budget a parte rispetto alle altre tre.

Il costo di lavorare da casa non è zero

Nel confronto, casa entra quasi sempre con un valore: zero. È il motivo per cui tutte le altre formule sembrano care. Ma quello zero non regge a un esame onesto, e non per la retorica del caffè risparmiato: per voci che paghi davvero.

Il punto non è dire che casa costa più del coworking, perché in euro non è vero quasi mai. Il punto è che il confronto giusto non è 336 € contro zero: è 336 € contro casa più le sue voci, comprese le ore che a casa perdi e fuori no. Se lavorando fuori recuperi mezza giornata fatturabile a settimana, due giorni di coworking al mese si sono già ripagati. Questo conto lo puoi fare solo tu, con la tua tariffa oraria in mano.

Il compromesso che funziona per molti è misto: casa resta la base, e fuori si va nei giorni che richiedono concentrazione lunga o presenza di altre persone. Sono i due o tre giorni a settimana su cui si gioca tutto il confronto che segue.

  • La stanza. Se una camera è diventata ufficio, quella camera ha un costo che stai già pagando dentro l'affitto o il mutuo. Non è una spesa aggiuntiva, ma non è nemmeno gratis: è spazio abitativo convertito.
  • Riscaldamento e condizionatore accesi in una casa che, se lavorassi fuori, sarebbe vuota dalle nove alle sette. È la voce più concreta e la più sottovalutata.
  • L'attrezzatura. Una sedia che ti regge otto ore, un monitor, una scrivania vera. In coworking sono dentro i 42 €, a casa le compri tu.
  • Le riunioni che non puoi fare in salotto. Se un cliente va incontrato di persona, la sala la paghi comunque 38 € l'ora, e va aggiunta alla colonna di casa, non a quella del coworking.
  • Le ore che non lavori. Non ha una bolletta ma è la voce più cara. Chi lavora da casa da solo la conosce: il pomeriggio che si sfilaccia, la lavatrice, la sensazione di aver lavorato tutto il giorno senza aver chiuso niente.

Due giorni, tre giorni, cinque giorni: dove una formula supera l'altra

Il conto è una moltiplicazione, e conviene farla a mano una volta per capire cosa si sta guardando. Giorni a settimana per quattro settimane danno i giorni al mese. Quei giorni per la tariffa giornaliera danno la spesa dello spazio di lavoro. Le riunioni si sommano a parte: quante ne fai, per quante ore durano, per 38 € l'ora.

Letti così sembra che il coworking vinca sempre, e per una persona sola è vero. Alle medie nazionali l'ufficio privato costa 2,3 volte il coworking a parità di giorni, e nessun numero di giorni cambia quel rapporto. Il passaggio da una formula all'altra non lo decidono i giorni: lo decidono le riunioni e le persone, e le vediamo subito dopo.

Quello che i giorni decidono è un'altra cosa, cioè se pagare a consumo o impegnarsi. Fino a due giorni a settimana pagare le singole giornate è quasi sempre giusto, perché i mesi in cui esci meno li paghi meno. A cinque giorni fissi stai spendendo 840 € al mese di giornate sciolte, e a quel punto vale la pena chiedersi se quella cifra, spesa diversamente, comprerebbe qualcosa di meglio: una postazione tua, o una stanza con la porta se non sei da solo.

I numeri qui sopra sono medie, i tuoi giorni e le tue riunioni non lo sono. Questo è lo stesso conto con i valori che ci metti tu, e affianca le quattro formule mettendo in evidenza la più conveniente. Fallo con i giorni veri degli ultimi due mesi e non con quelli che pensi di fare: la distanza fra i due numeri è quasi sempre il motivo per cui un impegno fisso sembra caro.

  • Due giorni a settimana, otto al mese. Coworking 336 €, postazione singola 360 €, ufficio privato 784 €.
  • Tre giorni a settimana, dodici al mese. Coworking 504 €, postazione singola 540 €, ufficio privato 1.176 €.
  • Cinque giorni a settimana, venti al mese. Coworking 840 €, postazione singola 900 €, ufficio privato 1.960 €.

Calcolatore

Quanto spendi al mese

Coworking a giornatapiù conveniente698 € /mese
Paghi solo i giorni che usi. Nessun vincolo. Più 152 € di sale riunioni.
Postazione singola737 € /mese
Un posto tuo in open space, con più continuità. Più 152 € di sale riunioni.
Ufficio privato1.273 € /mese
Porta che si chiude: le riunioni le fai lì dentro.

Sono 13 giorni al mese. La differenza fra la formula più cara e la più economica è di 575 € al mese: prima di guardare il prezzo, chiediti se ti serve una porta che si chiude.

Vedi i coworking nella tua città

Il conto usa le medie dell'osservatorio Woolkye e quattro settimane e un terzo al mese. Le riunioni sono contate due ore l'una, perché è la durata reale di un incontro fra arrivo e saluti.

Le riunioni sono la voce che ribalta i conti

La sala riunioni costa 38 € l'ora e 199 € la giornata, ed è la voce che sparisce più spesso dal confronto. Chi sta in coworking la paga a parte, chi ha un ufficio privato ce l'ha dentro il prezzo. Questa differenza sposta l'ordine delle formule più di quanto lo spostino i giorni.

Facciamo il conto con numeri normali. Due riunioni al mese da due ore fanno quattro ore, cioè 152 €. Quattro riunioni da due ore fanno 304 €, più di una giornata intera di sala, che ne costa 199, ma distribuite su quattro occasioni diverse: è esattamente il motivo per cui le sale si pagano a ore.

Adesso rimettiamole nel confronto. Una persona che lavora cinque giorni a settimana in coworking e fa quattro riunioni al mese spende 840 € più 304 €, cioè 1.144 €. L'ufficio privato per gli stessi venti giorni ne costa 1.960 €, riunioni comprese: il coworking resta avanti di più di ottocento euro. Ora rifallo in due: 1.680 € di scrivanie più 304 € di sale fanno 1.984 €, contro 1.960 € di ufficio. È un pareggio.

Quindi la domanda giusta non è quanto costa una riunione, ma quante ne fai. Sotto le due al mese la sala presa all'occorrenza batte qualsiasi altra cosa. Sopra le quattro, e in due o più persone, il solo costo delle sale giustifica una stanza tua. Tieni presente anche il caso lungo: la giornata di sala a 199 € conviene già dalla sesta ora, quindi una formazione o una sessione lunga con un cliente non pagarla a ore.

Quanto cambia da una città all'altra

Molto, e in modo poco intuitivo. La media nazionale del coworking è 42 € al giorno, ma Milano sta a 52 €, Napoli a 47 €, Firenze a 41 € e Roma a 35 €. Il dato che sorprende è proprio quello di Roma: la capitale costa meno della media nazionale e circa un terzo in meno di Milano.

Sul mese la differenza diventa concreta. Tre giorni a settimana costano 624 € a Milano e 420 € a Roma per lo stesso tipo di servizio. Cinque giorni: 1.040 € a Milano, 940 € a Napoli, 820 € a Firenze, 700 € a Roma. Fuori dalle grandi città si scende ancora, con Novara a 23 € al giorno e Rimini a 21 €, cioè un mese pieno a 420 €, meno di quanto costano otto giorni a Milano.

Sull'ufficio privato il quadro si scompone e le medie vanno prese con le pinze. La media nazionale è 98 € al giorno, Milano sta a 132 €, Firenze a 124 €, Catania a 112 €, Vicenza a 109 €, e Brescia a 159 €, cioè sopra Milano. Non è un errore: dove gli spazi sono pochi bastano due o tre uffici molto attrezzati per alzare la media di tutta la città. Guarda i prezzi reali della tua zona nell'osservatorio prezzi, che li calcola sugli spazi effettivamente prenotabili.

C'è anche una questione di scelta, non solo di tariffa. Milano ha 71 spazi, Roma 55, Napoli 16, Torino 15, Bari 13, Venezia 12, Firenze 12, Bologna 10. Dove gli spazi sono molti puoi permetterti di cercare quello giusto per zona, orari e tipo di sala. Dove sono pochi la scelta la fa la disponibilità, e conviene prenotare con più anticipo di quanto ti aspetti.

Guarda i prezzi della tua città

Le medie nazionali servono a farsi un'idea, ma il costo che pagherai è quello degli spazi vicino a te. Guarda quali sono disponibili e a che tariffa giornaliera.

Vedi gli spazi coworking

Oltre al prezzo, cosa stai comprando

Il prezzo è la parte facile del confronto. La parte che paghi davvero, se sbagli formula, è quello che una ti dà e l'altra no.

Nessuna formula le ha tutte insieme. Il coworking compra costo basso e relazioni, e paga in riservatezza. L'ufficio privato compra silenzio e porta chiusa, e paga in isolamento e in euro. La postazione fissa compra abitudine. La sala riunioni compra una figura professionale nel momento esatto in cui serve, e non un minuto di più.

Il criterio che funziona è partire da cosa non puoi non avere, e solo dopo guardare i prezzi. Se fai consulenza fiscale o legale la riservatezza non è negoziabile e il conto parte dall'ufficio privato, non dal coworking. Se sviluppi software da solo e le riunioni le fai in videochiamata, il coworking copre tutto e i 98 € al giorno non li stai spendendo per niente che ti serva.

  • L'indirizzo. Avere un posto dove dire a un cliente di venire cambia il modo in cui ti presenti, e non si compra con le mezze giornate a casa.
  • La riservatezza. Telefonate con numeri dentro, dati di clienti, trattative. In sala comune parli a mezza voce o esci sul pianerottolo, e alla lunga si sente.
  • La concentrazione. Il coworking è più silenzioso di una cucina ma più rumoroso di una stanza tua. Se il tuo lavoro è a blocchi lunghi, questa voce vale più di trenta euro al giorno.
  • Le relazioni. Il coworking è l'unica formula che te le dà come effetto collaterale. Per chi lavora da solo da anni non è un dettaglio, e non compare in nessun preventivo.
  • La flessibilità. Pagare a giornata vuol dire poter smettere il mese prossimo. È un valore reale, anche se non ha un prezzo scritto.

In due o in tre: quando la stanza costa meno delle scrivanie

Qui il conto si ribalta, ed è la parte più utile per una piccola società. Il coworking si paga a persona, l'ufficio privato si paga a stanza. Alla media nazionale l'ufficio costa 98 € contro i 42 € di una scrivania, cioè 2,3 volte. Vuol dire che dalla terza persona in poi la stanza costa meno delle scrivanie, sempre.

I numeri, su tre giorni a settimana cioè dodici giorni al mese. In due: 1.008 € di coworking contro 1.176 € di ufficio, con 168 € di differenza a favore del coworking, che però spariscono se in quel mese fate due riunioni da due ore. In tre: 1.512 € di coworking contro gli stessi 1.176 € di ufficio, e la stanza vince di 336 €. Su cinque giorni in tre persone il divario si allarga: 2.520 € contro 1.960 €.

In due la scelta resta aperta e dipende da come lavorate, non dal prezzo. Se state al telefono tutto il giorno o vi interrompete di continuo, la stanza vi rende più di quanto costa. Se state in cuffia sul vostro lavoro e vi parlate due volte al giorno, il coworking va benissimo e vi tiene dentro un posto con altre persone, che per una società di due non è poco.

In tre non c'è quasi partita: costa meno, avete un indirizzo, le riunioni interne non le paghi e un cliente lo puoi ricevere. L'unico caso in cui il coworking regge in tre è quando i tre non ci sono mai negli stessi giorni, perché una stanza vuota metà settimana la paghi comunque. E se invece l'ufficio ce l'avete già, con una stanza che resta vuota due giorni su cinque, quella stanza si può mettere a reddito nei giorni in cui non la usate: molti degli spazi che trovi in giro nascono così, e chi vuole provare può diventare owner.

I mesi non sono tutti uguali, e il budget nemmeno

Tutti i conti fatti finora assumono un mese standard di quattro settimane piene. Il tuo anno non è fatto così. Agosto, le feste, le settimane in trasferta, i periodi in cui un progetto ti tiene fisso dal cliente: in dodici mesi ci sono facilmente due o tre mesi in cui esci di casa la metà dei giorni.

È l'argomento più forte a favore del pagare a giornata invece che impegnarsi. Se un mese lavori fuori otto giorni invece di venti, alla media nazionale spendi 336 € invece di 840 €: cinquecento euro che restano dove sono. Su un anno con due mesi leggeri e uno mezzo vuoto, la differenza fra pagare a consumo e pagare comunque vale grosso modo un mese intero di spesa.

Il rovescio della medaglia è che a consumo non hai la certezza di trovare posto nel giorno che vuoi, e in una città con dieci spazi in tutto è un rischio concreto, non teorico. La regola pratica: guarda i tuoi ultimi tre mesi veri, prendi il mese più basso come base e considera variabili i giorni sopra quella base. Se il mese più basso è già cinque giorni a settimana, sei un caso da formula stabile. Se oscilli fra sei e sedici giorni, paga a giornata e non pensarci più.

Vale anche al contrario, per chi ha una stagionalità marcata. I mesi pieni li copri con l'ufficio privato o con giornate prenotate quando servono, e nei mesi morti non paghi niente. È esattamente la cosa che un impegno annuale non ti lascia fare.

Come si prova prima di impegnarsi

Con un mese di prova fatto sul serio, non con una visita di venti minuti. Prenota giornate sciolte in due o tre spazi diversi della tua città e usali come li useresti davvero: arrivare alle nove, restare fino alle sei, fare una telefonata lunga, provare a concentrarti nel primo pomeriggio quando la sala è piena.

Un mese così, a due giorni a settimana, costa 336 € alle medie nazionali, ed è la cifra più utile che spenderai su questa decisione. Confrontala con quello che rischi impegnandoti per un anno su uno spazio scelto perché le foto erano belle e il prezzo sembrava giusto.

Alla fine del mese di prova rifai il conto con i giorni che hai fatto per davvero, non con quelli che avevi in mente all'inizio. Nella maggior parte dei casi sono di meno, e quando i giorni scendono la formula che conviene cambia. È il momento in cui la decisione smette di essere un'ipotesi e diventa una riga di budget che sai difendere.

  • Il rumore nelle ore vere, cioè metà mattina e metà pomeriggio, non alle otto quando è vuoto.
  • Se esiste un posto dove telefonare senza disturbare e senza farti sentire da tutti.
  • La connessione durante una videochiamata con la telecamera accesa, non uno speed test.
  • Il tragitto da casa negli orari veri: quaranta minuti di troppo al giorno pesano più della differenza di prezzo fra due spazi.
  • Cosa succede se ti serve una sala riunioni all'ultimo momento. Chiedi se c'è posto per domani e guarda che risposta ti danno.

Domande frequenti

Quanto costa in media una giornata di coworking in Italia?

La media nazionale 2026 è 42 € per la giornata intera e 12 € l'ora, calcolata su 1.778 spazi prenotabili in 396 città. Il pareggio fra le due tariffe arriva a tre ore e mezza, quindi se resti quattro ore la giornata intera costa meno delle ore.

Conviene di più il coworking o l'ufficio privato se lavoro da solo?

Per una persona sola il coworking costa meno in qualsiasi scenario, perché l'ufficio privato a 98 € al giorno vale 2,3 volte una scrivania da 42 €. L'ufficio ha senso quando la riservatezza è parte del tuo lavoro, per esempio consulenza fiscale o legale, o quando ricevi clienti con regolarità.

Da quante persone conviene passare all'ufficio privato?

Da tre. Il coworking si paga a persona e l'ufficio a stanza, quindi su dodici giorni al mese tre scrivanie costano 1.512 € contro i 1.176 € della stanza. In due la differenza è ancora a favore del coworking, 1.008 € contro 1.176 €, ma si annulla appena aggiungi due riunioni al mese.

Quanto spendo al mese se lavoro fuori due giorni a settimana?

Due giorni a settimana fanno otto giorni al mese: 336 € in coworking, 360 € con una postazione singola, 784 € in ufficio privato. Se ci aggiungi due riunioni da due ore in sala, sono altri 152 €.

Che differenza c'è fra coworking e postazione singola?

Il prezzo cambia poco, 42 € contro 45 € al giorno, cioè circa sessanta euro al mese su venti giorni. Cambia che la postazione singola resta tua: monitor, sedia regolata, materiale che puoi lasciare lì. Conviene se ci vai spesso e ogni mattina risparmi il tempo di rimontare la scrivania.

Quanto costa una sala riunioni se mi serve solo ogni tanto?

38 € l'ora e 199 € la giornata intera. Due riunioni da due ore al mese fanno 152 €, quattro riunioni da due ore fanno 304 €. Sopra le cinque ore consecutive conviene prendere la giornata intera invece delle ore, quindi per una formazione o una sessione lunga non pagare a ore.

Milano è davvero più cara delle altre città?

Sul coworking sì: 52 € al giorno contro i 42 € della media nazionale, con Napoli a 47 €, Firenze a 41 € e Roma a 35 €. Sull'ufficio privato il quadro cambia, perché Milano sta a 132 € ma Brescia a 159 €: dove gli spazi sono pochi, pochi uffici molto attrezzati alzano la media di tutta la città.

Conviene pagare a ore o a giornata?

Dipende da quanto resti. In coworking il pareggio è a tre ore e mezza, con la postazione singola poco oltre le tre, in ufficio privato verso la quarta ora. Solo la sala riunioni regge a ore a lungo, perché il pareggio con i 199 € della giornata arriva oltre le cinque ore.

Lavorare da casa non costa comunque meno di tutto il resto?

In euro quasi sempre sì, ma non costa zero. Ci sono riscaldamento e condizionatore su una casa che sarebbe vuota, la sedia e il monitor che compri tu, le riunioni che paghi comunque 38 € l'ora perché in salotto non le fai, e soprattutto le ore che a casa si perdono. Se lavorando fuori recuperi mezza giornata fatturabile a settimana, due giorni di coworking si sono già ripagati.

Come faccio a capire se mi conviene impegnarmi per tutto l'anno?

Guarda i tuoi ultimi tre mesi veri e prendi il mese più basso come base. Se anche il mese peggiore è già cinque giorni a settimana, una formula stabile ha senso. Se oscilli fra sei e sedici giorni al mese, pagare a giornata ti fa risparmiare nei mesi vuoti e vale nell'ordine di un mese intero di spesa sull'anno.

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